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Citomegalovirus, le cose da sapere

Monica

Citomegalovirus: che cosa è questo virus, chi colpisce e come si cura. Sintomi e prevenzione del citomegaloviru.

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Citomegalovirus, le cose da sapere

Il citomegalovirus (CMV, cytomegalovirus) è un virus piuttosto comune e appartiene alla famiglia degli degli herpesviridae, genere in cui sono compresi virus che infettano diverse specie di primati, fra cui l’uomo. Il termine citomegalovirus è dovuto al fatto che tale virus provoca un notevole aumento delle dimensioni delle cellule che colpisce ed è responsabile di un’infezione che può interessare persone di tutte le età. Le infezioni da Cmv negli individui dotati di un buon sistema immunitario sono, nella maggior parte dei casi, asintomatiche o lievemente sintomatiche, a risoluzione spontanea e prive di conseguenze a lungo termine. Negli individui immunodepressi, invece, cioè in persone con un sistema immunitario poco efficiente, come per esempio i malati di AIDS o i trapiantati d’organo, tali infezioni possono causare gravi complicanze, in particolare a occhi, fegato, sistema gastrointestinale e sistema nervoso. Si tratta di un virus diffuso in tutto il mondo, ma lo si riscontra più  frequentemente in quelle zone che si caratterizzano per le loro scarse condizioni socio-economiche. Dalle recenti statistiche risulta che nei Paesi sottosviluppati il 90-100% della popolazione  ne è contagiata, mentre in quelli occidentali il 60-80% degli adulti presenta anticorpi anti- Citomegalovirus nel siero. Nel nostro Paese, in particolare, la sieroprevalenza per CMV si aggira attorno al 71% con il 2,3% di sieroconversione in gravidanza e lo 0,6% di infezione fetale.

Cosa è il citomegalovirus

Per quanto riguarda le caratteristiche genetiche il virus presenta un DNA a doppio filamento, una forma per lo più sferica e misura circa 150-200 nanometri di diametro. Durante la fase d’infezione di un essere umano, il Citomegalovirus entra nelle cellule del soggetto infettato attraverso un meccanismo di endocitosi; una volta all’interno delle cellule aggredite, va a localizzarsi nel nucleo di quest’ultime e, qui, comincia a replicarsi, utilizzando gli enzimi nucleari dell’ospite. La trasmissione avviene da persona a persona tramite i fluidi del corpo, tra cui sangue, saliva, urina, liquidi seminali, secrezioni vaginali e latte. Il contagio può avvenire per  contatto interpersonale (per esempio tramite rapporti sessuali, baci sulla bocca, contatto della bocca con mani sporche di urina o saliva), per trasmissione madre-feto durante la gravidanza o madre-figlio durante l’allattamento, per trasfusioni e trapianti di organi infetti. Una volta contratta l’infezione, questa rimane latente e, come nel caso degli altri herpes virus, può riattivarsi in situazioni di immunodepressione. I periodi della vita di un essere umano in cui è più facile contrarre l’infezione da Citomegalovirus sono soprattutto l’infanzia e il periodo compreso tra la pubertà e la prima età adulta, periodo, in cui la promiscuità ambientale (asili, scuole ecc.) e sessuale facilita la trasmissione diretta del virus.

Citomegalovirus in gravidanza

Il caso più grave di infezioni da citomegalovirus è costituito dal cosiddetto citomegalovirus congenito, quando cioè il virus viene contratto durante la gravidanza. In particolare, infatti, se l’infezione viene contratta durante il periodo gestazionale e viene trasmessa al feto, quest’ultimo corre il rischio di danni permanenti che possono essere gravissimi. L’infezione materna da CMV può essere primaria o non primaria, con conseguenze più o meno gravi per il feto.  Si tratta di infezione primaria quando la madre entra a contatto con il virus per la prima volta. Essa si verifica in una percentuale variabile tra l’1 e il 4 per cento delle donne incinte sieronegative, ossia in soggetti che non hanno anticorpi contro il citomegalovirus, e il feto è contagiato fino al 30- 40%. Se questa trasmissione avviene nei primi mesi di gravidanza è maggiore il rischio di  problemi per il feto, fino all’aborto spontaneo.
Per le donne in età riproduttiva il rischio maggiore di esposizione al virus è attraverso il contatto con l’urina o la saliva di bambini, infatti le donne con  figli piccoli o che lavorano in centri di accoglienza sono considerate “ a più alto rischio d’infezione”. Nello specifico l’infezione da Citomegalovirus congenita può avere varie conseguenze, tra cui: parto prematuro, basso peso alla nascita, presenza di un fegato ingrossato e poco funzionante, rash cutaneo caratterizzato da macchie violacee su tutto il corpo, microcefalia (cioè limitato sviluppo del cranio, dovuto generalmente a un limitato sviluppo dell’encefalo); presenza di milza ingrossata, di polmonite e di epilessia. L’infezione non primaria consiste, invece, in una riattivazione o reinfezione nelle donne che sono state già contagiate prima della gravidanza. In questo caso il virus causa il contagio del feto in meno dell’uno per cento dei casi.

Sintomi

Come già anticipato, nelle persone sane, il Citomegalovirus tende a causare un’infezione asintomatica o poco sintomatica. Nei  rari casi in cui i soggetti sviluppano l’infezione, infatti, i sintomi in atto sono molto simili a quelli di una comune influenza, a tal punto che, talvolta, sono confusi per i sintomi tipici della mononucleosi. I sintomi consistono generalmente in febbre (pari o superiore ai 38°C), brividi, malessere generale, mal di gola, stanchezza, dolori muscolari, ingrossamento dei linfonodi, dolori articolari e perdita di appetito.
Nei soggetti con un sistema immunitario poco efficiente, invece, l’infezione presenta sintomi molto più gravi: infiammazione della retina con possibile successiva perdita della vista, problemi digestivi dovute a varie infiammazioni (colite, gastrite, esofagite, epatite), infiammazione dell’encefalo e conseguenti problemi neurologici, polmonite.

Cura

Nel soggetto in buono stato di salute, l’infezione da Citomegalovirus non richiede in genere alcun trattamento. Nei pazienti immunodepressi e nelle donne in gravidanza o nei neonati con virus congenito è necessaria una terapia specifica, basata sulla somministrazione di farmaci antivirali, quali per esempio  Ganciclovir; Valganciclovir, Foscarnet, Cidofovir, Immunoglobuline anti-CMV, quest’ultimo in particolare è ad oggi, l’unico farmaco somministrabile in gravidanza

Prevenzione

Allo stato attuale non esiste un vaccino specifico atto a prevenire l’infezione ma sono in corso degli studi clinici al fine di rendere immuni dal virus le donne citomegalovirus-negative così da prevenire l’infezione al feto. Nonostante ciò le mamme possono prendere alcuni semplici e pratici provvedimenti di prevenzione: lavare spesso le mani con acqua e sapone, limitare i contatti con la saliva e le secrezioni nasali dei bambini e, in caso di precedente contagio, entrare il meno possibile in contatto con i bambini di età inferiore ai due anni e mezzo.

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